Cominardi Sottosegretario di stato per il lavoro e le politiche sociali risponde all’interrogazione n. 122 della sen. Lonardo (FI) e altri sull’Ispettorato nazionale del lavoro

Lo STAFF ILA segnala il Video della 44ª Seduta pubblica Giovedì 4 ottobre 2018 alle ore 09:33, dal Minuto 18:00

Il Sottosegretario di stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi risponde all’interrogazione n. 122 della sen. Lonardo (FI) e altri sull’Ispettorato nazionale del lavoro, soffermandosi sui compiti e l’organizzazione dell’Agenzia unica e sull’azione di contrasto al caporalato da parte di INPS e INAIL. In replica la sen. Conzatti (FI) si è dichiarata parzialmente soddisfatta dell’attività dell’ispettore unico, la cui è efficacia è ridotta dall’applicazione del principio di sussidiarietà.

Cominardi:

“Per fornire una compiuta risposta al quesito posto dalla interrogante è doveroso ricordare la rateo sottesa al decreto Legislativo n. 149/2015 per mezzo del quale si è deciso di istituire una agenzia unica per le ispezioni del lavoro denominata Ispettorato Nazionale del Lavoro che integra i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Inps e dell’Inail, occorre in questa sede ricordare che l’istituzione della agenzia non ha comportato il passaggio nei suoi ruoli dei funzionari ispettivi di Inps e Inail i quali, invece, sono formalmente rimasti, per espressa previsione dello stesso decreto istitutivo dell’ispettorato medesimo alle dipendenze dei rispettivi istituti, ciò nonostante l’inquadramento professionale dell’ispettore del lavoro è destinato in prospettiva a diventare unico atteso che le nuove assunzioni di ispettori del lavoro potranno essere effettuate in base al dispositivo normativo dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ciò premesso non corrisponde al vero che il personale Inps e Inail non è impegnato nell’attività ispettiva con ciò che ne deriverebbe, ad avviso dell’interrogante in termini di omesso contrasto a fenomeni intollerabili come quello del caporalato che al contrario rappresenta un tema centrale per il ministero che oggi rappresento, è doveroso invece, evidenziare che proprio in considerazione della diversità degli assetti organizzativi e gestionali del personale ispettivo di diversa provenienza l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha posto in essere una serie di attività volte ad uniformare e valorizzare le competenze di tutto il personale ispettivo, è stata quindi svolta una intensa attività di formazione rivolta al personale dell’Inps e dell’Inail avente ad oggetto le funzioni di polizia giudiziaria, l’esercizio del potere di sospensione dell’attività imprenditoriale e l’utilizzo della diffida accertativa quale strumento per tutelare i crediti del lavoro dei dipendenti, viceversa, per il personale ispettivo già dipendente dal Ministero del lavoro sono stati avviati e definiti specifici percorsi formativi in materia previdenziale ed assicurativa che, oltretutto, non hanno comportato ulteriori oneri per le amministrazioni essendo stati organizzati avvalendosi delle strutture e del personale dell’Ispettorato e degli istituti, attraverso tali attività è stata dunque garantita una maggior uniformità di competenze che in prospettiva consentiranno una maggiore fungibilità del personale di vigilanza e quindi di poter impiegare con maggior efficacia tutto il personale ispettivo verso obiettivi che di volta in volta costituiscono una priorità di intervento così come già avviene in relazione al fenomeno del caporalato. L’avviso manifestato dall’interrogante è che una reale programmazione dell’attività ispettiva sul territorio possa fare a meno delle commissioni territoriali definite addirittura inutili, la convinzione che sorregge l’azione del governo è di implementare tutte quelle misure intese a responsabilizzare il maggior numero di soggetti istituzionali normalmente coinvolti nella vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale e, in questa prospettiva va in questa sede ricordato che ferma restando l’individuazione delle linee di intervento da parte della commissione centrale di coordinamento della vigilanza presieduta dal Ministro del Lavoro l’istituzione delle commissioni regionali di coordinamento ha consentito su quasi tutto il territorio nazionale di procedere ad una selezione degli obiettivi di vigilanza più significativi in relazione ai fenomeni territorialmente più rilevanti consentendo di evitare la sovrapposizione degli interventi ispettivi seppur sporadici. È proprio nell’ambito di tale programmazione a livello territoriale che sono stati condivisi appositi progetti di vigilanza speciale quale quello per il contrasto al caporalato posto all’attenzione dall’odierno interpellante per quanto riguarda l’attività di vigilanza in tema di caporalato principalmente, ma non esclusivamente nel settore agricolo, desidero evidenziare che la stessa è stata implementata e sollecitata in più occasioni e che sono attualmente in corso numerosi accessi ispettivi che prevedono la movimentazione di personale ispettivo da tutta Italia verso quegli ambiti territoriali dove si concentra maggiormente il fenomeno. Una efficace azione repressiva richiede infatti in primo luogo la disponibilità di un congruo numero di personale ispettivo che, laddove possibile, deve essere affiancato da personale militare, in tal senso voglio rappresentare che l’Ispettorato si avvale del fondamentale supporto sia della Guardia di Finanza che dell’Arma dei Carabinieri proprio questi ultimi infatti oltre ad operare nell’ambito di ciascun Ispettorato territoriale del lavoro Cosiddetto Nil, Nuclei Ispettorato Lavoro, nell’ambito di ciascun Ispettorato Interregionale del lavoro cosiddetto Gruppi Carabinieri per la Tutela del Lavoro sono stati interessati anche in quanto per le stazioni territoriali operanti presso la Forestale, per concludere, alla luce di quanto oggi rappresentato in aula, ribadisco la ritenuta necessità di proseguire nell’ottica di una apposita azione congiunta che veda coinvolti, per i rispettivi ambiti di competenza, tutti i livelli di governo centrale e territoriale nonché il personale civile e militare quale unica via che consentirà di poter debellare queste odiose situazioni di sfruttamento lavorativo e di intermediazione illecita di manodopera connesse a fenomeni di caporalato.

Senatrice Conzatti:

“La ringrazio sottosegretario, intervengo a nome della proponente assente oggi in aula per dire che siamo parzialmente soddisfatti nel senso che vediamo di buon auspicio il lavoro che state conducendo verso la figura dell’ispettore unico e verso questo obiettivo di fungibilità delle figure presenti che abbiano una uguale competenza a livello nazionale ciò non toglie che a livello di sussidiarietà vediamo una eccessiva vicinanza al territorio ledere questo principio di efficienza ed efficacia dell’azione e quindi ancora una volta cerchiamo di invitarvi a tener presente questa nostra segnalazione e a evitare inutili e dispendiosi diciamo eccessivi nuclei di vigilanza al territorio che potrebbero essere sostituiti dagli Ispettorati esistenti, grazie.”

 

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