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Coordinatore per la Sicurezza: (11) Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza POS, Obblighi di Trasmissione, ITL Roma)

Gentili colleghi,

ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA segnala la Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza dei piani operativi di sicurezza delle imprese rispetto al proprio, POS, Obblighi di trasmissione, Ispettorato del lavoro di Roma)<

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Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza dei piani operativi di sicurezza delle imprese rispetto al proprio, POS, Obblighi di trasmissione, Ispettorato del lavoro di Roma)<

Sez. 3, Sentenza n. 5172< del 08/01/2015 Ud. (dep. 04/02/2015 ) Rv. 261884

Presidente: Squassoni C. Estensore: Mengoni E. Relatore: Mengoni E. Imputato: Aaaaaa. P.M. Gaeta P. (Conf.)

(Annulla senza rinvio, Trib. Roma, 10/12/2013)

566 LAVORO - 071 SUL LAVORO

LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO - Opere in regime di subappalto - Piano operativo di sicurezza< delle imprese subappaltatrici - Trasmissione al coordinatore< per l'esecuzione dei lavori - Obbligo - Violazione - Reato di cui agli art. 97 e 159 D.Lgs. n. 81 del 2008 - Configurabilità - Esclusione - Illecito amministrativo di cui agli artt. 101 e 159 D.Lgs. n. 81 del 2008 - Sussistenza.

In tema di prevenzione degli infortuni, il legale rappresentante della società appaltatrice che omette di trasmettere al coordinatore< per l'esecuzione dei lavori i piani operativi della sicurezza< relativi alle imprese affidatarie delle opere in regime di subappalto, dopo averne verificato la congruenza rispetto al proprio, risponde dell'illecito amministrativo di cui agli artt. 101 e 159, comma secondo, lett. d), del D.Lgs. n. 81 del 2008 e non del reato previsto dagli artt. 97 e 159, comma secondo, lett. c), del citato D.Lgs., atteso che quest'ultimo sanziona la condotta di mancata verifica della congruenza dei piani operativi di sicurezza< delle imprese rispetto al proprio, anteriormente alla trasmissione degli stessi, mentre il primo presidia l'inadempimento dell'obbligo meramente esecutivo dell'invio dei documenti.

Riferimenti normativi:

Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81<

CORTE COST.<

 

Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 97<

CORTE COST.<

 

Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 101<

CORTE COST.<

 

Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 159<

CORTE COST.<

Massime precedenti Vedi: N. 18472 del 2008< Rv. 240393<, N. 31304 del 2013< Rv. 255953<

 

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

TERZA SEZIONE PENALE

Composta da

Claudia Squassoni

Silvio Amoresano

Lorenzo Orilla

Santi Gazzara

Enrico Mengoni

Presidente -

Sent. n. sez. S

UP - 8/1/2015

R.G.N. 39511/2014

- Relatore -

 

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da

Aaaaaa aaaaaaaa, nato a Roma il 16/08/19aa

avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale di Roma in data 10/12/2013;

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;

sentita la relazione svolta dal consigliere Enrico Mengoni;

sentite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Pietro Gaeta, che ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza sentite le conclusioni del difensore del ricorrente, Avv. Giancarlo Di Mattia, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 10/12/2013, il Tribunale di Roma dichiarava Aaaaaaaa aaaaaa colpevole della contravvenzione di cui all'art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e lo condannava alla pena di mille euro di ammenda, condizionalmente sospesa; allo stesso, in particolare, era contestato – nella qualità di legale rappresentante della "AAA 2003 s.r.l.", impresa appaltatrice di taluni lavori - di non aver trasmesso al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione il piano operativo della sicurezza della "Bbbbbb s.r.l.", cui l'altra aveva affidato parte delle opere in subappalto.

2. Ricorre in appello - poi convertito in ricorso per cassazione - il Aaaaaa, a mezzo del proprio difensore, deducendo due motivi:

- violazione e/o falsa applicazione dell'art. 97, comma 3, contestato. Il Giudice avrebbe condannato il Aaaaaa per una condotta penalmente irrilevante, quale la citata, omessa trasmissione del POS; condotta invero sanzionata soltanto in via amministrativa, ai sensi del combinato disposto degli artt. 101, comma 3, 159, comma 2, lett. d), d. Lgs. n. 81 del 2008;

- violazione e/o falsa applicazione degli artt. 21 e 24, d. Lgs. in oggetto, illogicità e/o contraddittorietà della motivazione. Il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto perfezionata la procedura amministrativa di cui alle norme citate (contestazione della violazione, assegnazione di un termine per adempiere, ammissione al pagamento della sanzione), la quale costituisce una condizione di procedibilità dell'azione penale; in particolare, avrebbe ritenuto regolarmente notificato l'invito al pagamento della somma (emesso a seguito dell'adempimento alle prescrizioni), in realtà mai ricevuto dal Aaaaaa.

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. Il primo motivo di ricorso è fondato.

L'art. 97, d. Lgs. n. 81 del 2008, prevede numerosi obblighi che il datore di lavoro dell'impresa affidataria deve adempiere per il caso in cui l'esecuzione delle opere sia poi affidata ad una pluralità di imprese, anche se operative sul cantiere in modo non contemporaneo; ipotesi che, peraltro, impone al committente, ovvero al responsabile dei lavori, anche di designare il coordinatore per la progettazione nonché il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai sensi del precedente art. 90, commi 3 e 4. Orbene, tra gli obblighi di cui al citato art. 97, per quel che qui occupa, vi è quello di "verifica(re) la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l'esecuzione"; condotta di natura contravvenzionale, sanzionata dall'art. 159, comma 2, lett. c), decreto in esame, e contestata all'odierno ricorrente.

Una disposizione (apparentemente) analoga è poi contenuta nell'art. 101, comma 3, d. Lgs. n. 81 del 2008, a mente del quale "prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza all'impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per l'esecuzione"; condotta sanzionata in via amministrativa, ai sensi dell'art. 159, comma 2, lett. d), decreto in oggetto, e riconosciuta in fatto all'odierno ricorrente.

4. Orbene, ritiene la Corte che questa impostazione sia corretta, sì da imporre l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

Premesso che il Aaaaaa è stato ritenuto colpevole dell'omessa trasmissione del POS della subappaltatrice Bbbbbb s.r.l. all'ingegner Cccccccc, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione; ciò premesso, si osserva che l'art. 101 cit. costituisce solo apparentemente una ripetizione dell'art. 97, comma 3, lett. b), contestato, rispondendo invece ad una differente ratio, ben desumibile dalla rubrica della norma medesima e maggiormente palesata dal relativo trattamento sanzionatorio. Ed invero, la fattispecie di cui all'imputazione si concentra sull'obbligo - in capo al datore di lavoro dell'impresa affidataria - di "verificare" la congruenza dei piani operativi, prima di inviarli al coordinatore per la sicurezza; un obbligo di natura tecnica, quindi, di analisi, studio e controllo nel delicato ambito antinfortunistico, paragonabile a quello di cui alla precedente lett. a), avente ad oggetto il coordinamento "degli interventi di cui agli articoli 95 e 96" (relativi, cioè, alle misure generali di tutela ed agli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti). Come poi confermato dalla lettera del successivo comma 3-ter del medesimo art. 97, per la quale "per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell'impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione"; e come poi, ulteriormente, confermato dalla natura penale della relativa violazione.

A questo obbligo eminentemente tecnico segue, poi, sempre nella previsione dell'art. 97, comma 3, lett. b), un adempimento meramente materiale, quale la trasmissione del POS al coordinatore per l'esecuzione; condotta che non richiede affatto competenze specifiche, ma risponde soltanto alla necessità che il professionista riceva de facto il documento e svolga, anche su di esso, la propria attività. Dal carattere "esecutivo" della disposizione deriva, quindi, che alla stessa non può certo riferirsi il citato comma 3-ter, che, richiamando la necessità di una "adeguata formazione", può esser ricondotto soltanto alle specifiche attività "valutative" e di "coordinamento" indicate nelle lettere a) e b); dal medesimo carattere, ancora, deriva che l'eventuale omissione del relativo obbligo non può esser punita ai sensi dell'art. 159, comma 2, lett. c), apparendo diversamente palese l'irragionevolezza sanzionatoria di un sistema che pone sullo stesso livello il mancato adempimento di un obbligo valutativo altamente specialistico e quello avente ad oggetto una semplice trasmissione documentale.

Per sanzionare la cui omissione, infatti, è stata prevista un'apposita norma, quale l'art. 101, comma 3, d. Lgs. n. 81 del 2008.

Questa, invero, può dirsi perfettamente speculare rispetto alla precedente, nella misura in cui, pur prevedendo anch'essa l'obbligo (in capo al titolare dell'impresa affidataria) sia di valutazione del POS che della sua trasmissione al coordinatore, ha ad oggetto esclusivo soltanto quest'ultima; come si desume da plurimi elementi.

In primo luogo, la rubrica dell'art. 101, quale, per l'appunto, "Obblighi di trasmissione".

In secondo luogo, la verifica della congruenza del POS, posta come inciso nell'ambito della descrizione della condotta ("Previa verifica"), così come – si ribadisce, in modo speculare - la trasmissione del medesimo documento costituisce un inciso nell'ambito dell'art. 97, comma 3, lett. b) ("Prima della trasmissione dei suddetti piani").

Da ultimo, il trattamento sanzionatorio, qui previsto in termini amministrativi così come per gli altri, analoghi obblighi di cui al medesimo art. 101 e per quello ex art. 100, comma 4 (a mente del quale "I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori"); un trattamento, quindi, in linea con la natura meramente esecutiva degli obblighi in questione e tale da evidenziare - specie in rapporto ad altre disposizioni, compreso l'art. 97, comma 3, lett. b) - un grado di offesa al bene "sicurezza sui lavoro" molto più modesto.

5. Tutto ciò premesso, rileva il Collegio che il Aaaaaa è stato condannato proprio con riguardo a questa condotta materiale, ovvero la mancata trasmissione del POS all'ingegner Cccccccc, non anche per la mancata verifica della sua congruenza rispetto al proprio («Non provvedendo alla trasmissione del POS della Bbbbbb s.r.l. al coordinatore per la sicurezza in sede di esecuzione, l'imputato ha violato l'art. 97, comma 3, lett. b), d. Ig. 81/2008»); il Tribunale di Roma, pertanto, ha errato nei termini del primo motivo di gravame, assegnando responsabilità penale per un fatto che non è previsto dalla legge come reato.

Ne segue l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, con trasmissione degli atti all'Ispettorato del lavoro di Roma per l'irrogazione della sanzione amministrativa.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato.

Dispone trasmettersi gli atti all'Ispettorato del lavoro di Roma per l'irrogazione della sanzione amministrativa.

Così deciso in Roma il 9 gennaio 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

 

Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza dei piani operativi di sicurezza delle imprese rispetto al proprio, POS, Obblighi di trasmissione, Ispettorato del lavoro di Roma)<

Coordinatore per la Sicurezza: (1) Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017, LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC)<

Coordinatore per la Sicurezza: (2) Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, Sentenza n. 45853 del 13/09/2017 Coordinatore per l'esecuzione dei lavori - Obblighi - Contenuto – Fattispecie (CSE, presenza del coordinatore, uso di una scale, alta vigilanza,<

Coordinatore per la Sicurezza: (3) Sentenza della Corte di Cassazione . 34869/2017 del 12/04/2017 (CSE, infortunio, pos, trabattello, alta vigilanza, rischio interferenziale, lesioni colpose)<

Coordinatore per la Sicurezza: (4) Sentenza della Corte di Cassazione n. 22296/2017 del 09/03/2017 (omicidio colposo per violazione di norme antinfortunistiche, Direttore dei lavori considerato CSE, escavatore, armatura di sostegno, art. 299, scavo)<

Coordinatore per la Sicurezza: (5) Sentenza della Corte di Cassazione n. 3288/2017 del 17.09.2016 (CSE, alta vigilanza, POS, PSC, Piano di lavoro, rimozione amianto, infortunio mortale, lavori in quota, cestello, dispositivo di trattenuta).<

Coordinatore per la Sicurezza: (6) Sentenza della Corte di Cassazione n. 27165/2016 del 24.05.2016 (CSE, variante di valico, obblighi informativi e formativi, infortunio, PSC, lavori autostradali, elevazione pila, caduta dall-alto). 1 Parte<

Coordinatore per la Sicurezza: (6) Sentenza della Corte di Cassazione n. 27165/2016 del 24.05.2016 (CSE, variante di valico, obblighi informativi e formativi, infortunio, PSC, lavori autostradali, elevazione pila, caduta dall-alto). 2 Parte<

Coordinatore per la Sicurezza: (7) Sentenza della Corte di Cassazione n, 47834/2016 del 26.04.2016 (CSE, adeguamento PSC, obbligo di sospensione, protezione delle aperture, segnaletica, alta vigilanza)<

Coordinatore per la Sicurezza: (8) Sentenza della Corte di Cassazione n. 46991/2015 del 12.11.2015 (CSE, infortunio, crollo ponteggio, infortunio, formazione ponteggiatori) 1° Parte<

Coordinatore per la Sicurezza: (8) Sentenza della Corte di Cassazione n. 46991/2015 del 12.11.2015 (CSE, infortunio, crollo ponteggio, infortunio, formazione ponteggiatori) 2° Parte<

Coordinatore per la Sicurezza: (9) Sentenza della Corte di Cassazione n. 14167/2015 del 12.03.2015 (CSE, PSC, art. 26, contratto d'appalto, d'opera o di somministrazione, datore di lavoro, lavori ferroviari, agente di scorta)<

Coordinatore per la Sicurezza: (10) Sentenza della Corte di Cassazione n. 14012/2015 del 12.02.2015 (Committente, Responsabile dei Lavori, infortunio, PSC, cedimento copertura, POS, art. 93, art. 90, lavori in quota)<

Coordinatore per la Sicurezza: (11) Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza POS, Obblighi di Trasmissione, ITL Roma)<

Coordinatore per la Sicurezza: (12) Sentenza della Corte di Cassazione n. 3809/2015 del 07.01.2015 (CSE, omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme per la prevenzione degli infortuni, Pos, Cantiere Temporaneo o Mobile, d. Lgs. n.17/2010)<

Coordinatore per la Sicurezza: (13) Sentenza della Corte di Cassazione n. 35827/2013 del 27.06.2013 (Omicidio colposo, piano di sicurezza assolutamente generico, linea aerea di media tensione, braccio autopompa, elettrocuzione)<

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